C'è un'ora particolare a Torino — tra le cinque e le sette di sera — in cui la città sembra ricordare ciò che è sempre stata. I portici si riempiono. I caffè accendono le loro lampade. Dietro mille banconi si ripete mille volte lo stesso gesto: un bicchiere a stelo, una misura di Vermouth di Torino, una scorza d'arancia. È il rituale più discretamente coreografato della cultura italiana del bere, e va in scena in questa città, sulle stesse strade, da più di duecento anni.
Questo itinerario è una passeggiata tra sette degli indirizzi in cui quel rituale è stato custodito con la massima cura. Tre sono caffè storici che precedono l'Unità d'Italia. Due sono lounge contemporanee che hanno reinventato il significato dell'aperitivo. Uno è nascosto dentro un circolo letterario. Uno si trova sotto l'elegante volta vetrata della Galleria Subalpina, a pochi passi dalla stessa Casa Vermouth. Insieme formano un anello di circa un chilometro e mezzo — abbastanza breve da percorrere in un pomeriggio, abbastanza profondo da occupare una vita di ritorni.
Prima di partire, una mappa interattiva che mostra quanto strettamente questi indirizzi storici siano intessuti nel tessuto urbano del centro di Torino. Tocca un anno, un segnaposto o un nome nell'elenco — ti porteranno al capitolo che gli appartiene.

